“Delicato” di nome e di fatto.
 La sua mamma, ai tempi della guerra, aveva deciso di chiamarlo così perché era nato tra una bomba e l’altra.
 “Poteva nascere prima, poteva nascere dopo e invece è nato nell’unico giorno senza bombe.   Questo bimbo è troppo Delicato. Anche se ormai si chiama Giuseppe io lo chiamerò Delicato.”

E così, Delicato, era cresciuto delicato in tutto.

Nei pensieri, negli sguardi e nell’attesa.
“Cosa pensi? Cosa guardi? Cosa aspetti?” tornavano a domandargli un giorno sì e l’altro pure.
Delicato fa sempre spallucce e non risponde.
Però ti regala un sorriso.

Vieni con me oggi?

Vieni con me oggi?

Niente da fare. Di fronte alle cose in grande, Tano ha imparato a fermarsi. “Che poi me lo hanno insegnato proprio i passi a fermarmi”, mi ha raccontato questa mattina. “Messi uno davanti all’altro sono capaci di portarti dove tu decidi di...

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Autore con la passione per la melanzana fritta e l’ossessione per il tempo.
Mi occupo quotidianamente della scrittura e della realizzazione di contenuti destinati al web e alle TV.
Discreto camminatore, nonostante i piedi un po’ piatti, mi piace molto andarmene in giro per le strade e raccogliere storie. Alcune le scrivo, a volte le fotografo. Credo di essere un Palermitano anomalo: mi emoziona la montagna e mi rilassa molto la frittura. Ho lavorato per il Teatro e
l’intrattenimento dal vivo. Tendenzialmente disordinato, faccio fatica a seguire le serie troppo lunghe, vivo a Piacenza con Silvia e Andrea.

Gero Guagliardo

Autore, ioGero